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Gas invisibile fortemente radioattivo, il gas radon rappresenta la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco.

L’esposizione a questo pericoloso inquinante avviene negli ambienti chiusi, principalmente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.

E può variare in base alla natura del suolo, all’area geografica e alla tipologia di edificio.

Generalmente viene emanato da:

  • Rocce di origine vulcanica (tufi, porfidi, pozzolane, graniti, argille e gessi)
  • Materiali da costruzione ricavati dal riciclo di elementi contaminati.
  • Cementi e ceramiche prodotti con scorie di alto forno.
  • Mattoni prodotti con fanghi rossi derivati da scarti della produzione dell’alluminio.

Nonostante la via principale di esposizione al radon sia l’inalazione, l’esposizione alle sue radiazioni è indiretta.

Infatti, dopo essere stati inalati, gli atomi del radon decadono nelle vie respiratorie o nei polmoni, producendo prima polonio radioattivo e poi atomi di piombo.

Ciò espone le cellule epiteliali bronchiali a radiazioni alfa, capaci di determinare, nel tempo, lo sviluppo del cancro ai polmoni.

I livelli di rischio possono variare a seconda dell’area geografica.

Ad esempio le Marche presentano valori inferiori a 40 Bq/mc, mentre Lazio e Lombardia presentano valori superiori ai 100 Bq/mc.

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